LABORATORIO DELLA CERAMICA

CERAMICA

Quello della ceramica è stato il primo vero laboratorio di Michele De Lucchi, prima che lui stesso pensasse ai laboratori e molto prima che nascesse l’idea di Produzione Privata. Era ancora ai tempi della Memphis nel 1987 che Michele scopriva questa passione per il materiale della ceramica e decideva di disegnare vasi. Non aveva nessun incarico, non aveva nessun’idea di chi potesse interessarsi a questo progetto, sapeva solo che voleva fare questi vasi per sé e, in una prima fase, voleva fare vasi bianchi con un decoro bianco e nero. Questo decoro distingueva già i prodotti di Michele in tutto il catalogo della Memphis e tutti i suoi disegni di laminati erano solo in bianco e nero, così come tutta la corporate identity del suo studio.

Nel Veneto, regione dove è nato e cresciuto, aveva trovato una piccola azienda di Nove di Bassano disponibile a realizzare piccole produzioni di non facili e comuni prodotti. È cominciata così una collaborazione con la signora Dal Pra e la ditta Ceramiche San Marco, che produceva anche per la Memphis. Questi primi progetti indipendenti si distinguono già dai prodotti Memphis, le forme molto più dolci, sinuose e nel decoro bianconero non ci sono più frecce e punte aggressive.



In una seconda fase Michele ha completamente abbandonato la tecnica del decoro e si è limitato a realizzare vasi rifiniti solo con il colore bianco e il materiale stesso. “...anche oggi i vasi di ceramica li rifarei solo in bianco e non riesco a pensare ad altro di differente. È un colore, non solo è bianco, è materialità specifica e stupenda, e varia tantissimo da terra a terra, da cottura a cottura...”. Erano più o meno le stesse forme ma senza decori. Questi vasi rappresentano più emblematicamente il periodo a cavallo tra Memphis e Produzione Privata. I suoi veri vasi di Produzione Privata appaiono dopo: il grande volume, la bianca semplicità e le forme così armoniose ed essenziali, colpiscono per la loro armonia in qualsiasi ambiente. Questo loro carattere imponente è anche una sfida per gli artigiani. Per poter maneggiare e cuocere vasi così grandi richiede un’altrettanta forte capacità e convinzione.

La lampada Caolina è in porcellana. La porcellana è fatta di una vena d’argilla più rara da trovare e più preziosa. È molto più complessa da lavorare, essendo sensibile alle temperature. Molti artigiani non lavorano più e tanti oggetti di casa perciò oggi non si trovano più in porcellana. Studiando le tonalità e i particolari effetti dell’illuminazione e della luce del giorno d’oggi, Michele De Lucchi ha voluto recuperare il diffusore in porcellana proprio per l’effetto poetico che raggiunge attorno ad una fonte di luce. Assume un’ambigua trasparenza, diffonde i raggi con una dolcezza e morbidezza che nessun altro materiale può regalare.

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